La categorizzazione

La categorizzazione è un processo di raggruppamento in insiemi di oggetti e entità. La categorizzazione ci permette di:

  • raggruppare elementi con caratteristiche simili, e di conseguenza poter fare inferenza sulle loro proprietà 
  • raggruppare elementi con funzionalità simili, e di conseguenza poter fare inferenza sulle modalità di interazione
  • denominare gli elementi, ovvero “dare un nome alle cose

Senza la capacità di identificare e categorizzare gli elementi che ci circondano, non saremmo in grado di apprendere, ragionare e prendere decisioni. La categorizzazione ci permette infatti di effettuare un processo di semplificazione del contesto in cui interagiamo.

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Se passassimo accanto ad un giardino fiorito, ricco di questi suggestivi fiori rossi potremmo esclamare “Che bei fiori!” senza destare il benché minimo stupore.
Nella specifico la foto ritrae una è una passiflora Vitifoglia sottogenere Distephana. Non ci serve conoscere il nome esatto in termini botanici per poter indicare e comunicare a chi ci sta accanto che il fiore ci piace. Ci basta riferirci alla categoria più ampia di cui siamo a conoscenza.

In maniera inconscia abbiamo identificare delle caratteristiche comuni, che relazionano questo fiore, ad altri fiori presenti nel nostro immaginario (ha dei petali a raggiera, ha dei pistilli, etc…).
Questo è un processo ha il vantaggio di massimizzare l’informazione in nostro possesso, minimizzando lo sforzo cognitivo (economia cognitiva) e di operare un processo di semplificazione della percezione del mondo, attraverso le strutture correlazionali (se ha i petali, allora è un fiore).

Fonte: Interazione Uomo Macchina - Stefano Bussolon

Il problema della categorizzazione, essendo così profondo nel nostro modo di percepire la realtà, affonda le sue radici nella storia, e si intreccia necessariamente con diverse discipline, dalla scienza (la prima categorizzazione di Aristotele sugli animali risale al 300 ac), alla statistica, alla filosofia, alle rigide classificazioni bibliografiche: il sistema di classificazione decimale Dewey è stato concepito nel 1976,  la sua ultima revisione risale al 2011 ed è tutto’ora uno dei sistemi correntemente adottati nei sistemi bibliotecari.

 

Fonte
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Questo sistema divide il sapere in 10 classi principali, indicate da 1 a 9 seguiti da due zero. A loro volta ciascuna sezione è suddivisa in sottosezioni. Se fate caso alla foto in alto i libri dal titolo “Tisane” e “Esperienza con i fiori di Bach”, hanno la medesima classificazione “615”: 600 indica Tecnologia (Scienze applicate), dal 610 al 620 “Medicina e Salute” e 615 Farmacologia e terapeutica.

Dalla teoria alla pratica

Benchè possa sembrare un’operazione naturale, la classificazione è stata oggetto di diversi studi e teorie. In generale l’operazione di classificazione prevede la definizione di un set di caratteristiche (non solo intrinseche dell’oggetto, ma che possono scaturire anche da contesti o modelli cognitivi impliciti) che gli appartenenti ad una determinata categoria dovrebbero avere in tutto o in parte.

Approfondimento: Teoria classica - Teoria dei prototipi - Teorie implicite

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Prendiamo ad esempio questo set di mattoncini lego. In che modo potremmo categorizzarli?
Il processo di categorizzazione si concretizza con la definizione dei criteri. In questo caso potremmo avere queste due situazioni: per colore e per dimensione:

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Non esiste una categorizzazione giusta o sbagliata, esistono categorizzazione più adatte e funzionali a determinati contesti. Quello che dobbiamo tenere sempre presente è che la categorizzazione influenza il modo in cui progettiamo, perché determina in che modo la stessa informazione può essere rappresentata.

Ad esempio, i soliti mattoncini lego potrebbero essere rappresentati su due assi, uno per le relazioni gerarchiche (asse verticale –> dimensioni) e uno per le relazioni di contiguità semantica (asse orizzontale –> colori).

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“il fatto è che diversi popoli classificano le cose in modi che sconcertano sia le mentalità occidentale, sia i linguisti e gli antropologi occidentali” – Lakof

Se la scelta dei criteri, è così determinante nel processo di rappresentazione dell’informazione, è necessario conoscere il dominio all’interno del quale ci si sta muovendo.

La prima considerazione è che la categorizzazione degli elementi per come la viviamo quotidianamente, non è universalmente riconosciuta. Nel libro “Women, Fire and Dangerous things” George Lakof ci racconta come in Dyirbal, una lingua degli aborigeni australiani, il mondo sia divisibile in 4 classi nominali:

BAYI BALAN BALAM BALA
Uomini  canguri opossum pipistrelli gran parte dei serpenti gran parte dei pesci alcuni uccelli gran parte dei degli insetti, alcune lance, etc… Donne topi giganti cani alcuni serpenti alcuni pesci gran parte degli uccelli le lucciole gli scorpioni i grilli qualunque cosa abbia a che fare con l’acqua o col fuoco… Tutta la frutta commestibile le piante che producono i tuberi la felce il miele la sigarette il vino il dolce Le parti del corpo la carne le api il vento o bastoni per procurarsi il cibo alcune lance gran parte degli alberi l’erba il fango le pietre i rumori delle parole etc…

L’esempio estremo di Lakof, per quanto di nicchia, ci mette di fronte alla necessità di conoscere i propri utenti e il contesto in cui operano, in tutte le fasi del progetto: dal discovering, al codesign al testing.

Il problema della coerenza

L’assegnazione di un elemento ad una categoria piuttosto che un’altra, non sempre segue le regole che abbiamo stabilito come criteri. In particolare è bene tenere presente che:

  • Le classificazione miste esistono (e si utilizzano)
  • Le classificazioni possono cambiare nel tempo, poichè possono cambiare i fattori che influenzano la scelta dei criteri
  • Non esistono classificazioni giuste o sbagliate, ma più o meno appropriate ad un certo uso in un certo momento.

In “Happines is Taxonomy: four structures for Snoopy” Katherine Bertolucci racconta come nella scelta di categorizzazione in uno store online di merchandising di prodotti peanuts, le categorie dei prodotti fossero state organizzate in questo modo, apparentemente incongruente:

  • snoopy-2Bambini
  • Letto e bagno
  • Libri
  • Natale
  • Decorazioni
  • Bambole e pupazzi
  • Elettronica
  • Moda
  • Statuette
  • Giardino
  • Oggetti per la casa
  • Cucina
  • Musica
  • Ufficio
  • Peluches

Le categorie Bambole e pupazzi, Statuette ed Peluches sembrerebbero ridondanti. Un peluches non può essere considerato un pupazzo?

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La scelta di suddividere in categorie specifiche è stata dettata dal fatto che i peluches costituivano in quel momento, una delle linee dominanti della produzione, statuette, bambole e pupazzi un settore minore, con un target piccolo ma specifico: i collezionisti.

Avere un’unica categoria per pupazzi e peluches avrebbe reso difficile a questo segmento di mercato la ricerca prodotti desiderati.

Fonte e Bibliografia per la classificazione: Architettura dell'Informazione - Luca Rosati

 

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