Scenari

Gli scenari sono storie che descrivono come una persona si comporta o cosa pensa rispetto ad una attività o una situazione.  Per usare una metafora, uno scenario è come un film, nel quale gli attori sono le nostre personas.

Esistono diversi tipi di scenario:

  • context o problem scenario: se descrive una condizione attuale, o lo stato che può essere migliorato.
  • design scenario: se raccontano proposte di cambiamento o nuove situazioni, nel contesto ideale.

Come costruire uno scenario

Personas e scenari non sono necessariamente due strumenti da usare in sequenza: è possibile costruire uno scenario senza aver prima costruito le personas. In questo caso è necessaria, ovviamente, tutta la parte di ricerca quantitativa e qualitativa che precede la costruzione delle personas stesse.

Viceversa, se avete già delle personas con goal , motivazioni e frustrazioni definite, avete già un buon punto di partenza per immaginare chi potrebbe essere il protagonista dello scenario. In particolare, conoscendo quali sono gli obiettivi, la scelta di quale azione far diventare una storia, dovrebbe tenere conto di :

  • quanto quest’azione è ricorrente, per raggiungere l’obiettivo
  • quanto quest’azione, anche se non frequente, è necessaria per raggiungere un obiettivo
  • quante azioni si devono susseguire in fila, per rappresentare una sequenza (e il raggiungimento di un obiettivo)

Le storie non devono essere necessariamente inventate. Ad esempio uno scenario può rappresentare una situazione reale emersa in un’intervista, in questo caso è necessario operare, sia garantendo la privacy, sia avendo cura di non recare offesa in alcun modo ai soggetti che potrebbero sentirsi coinvolti.

Che sia una storia vera o inventata è bene ricordare che gli scenari, si sviluppano ad alto livello: non devono tenere conto di elementi di interfaccia o di soluzioni di sviluppo. I design scenario, in particolare, propongono una soluzione senza entrare nel dettaglio delle specifiche.

Gli scenari possono essere presentati sotto forma di testi, testi e immagini a supporto, o in altri casi come storiboard e fumetti

La scrittura narrativa è l’atto di tessere una serie di bugie per arrivare a una verità più grande.
(Khaled Hosseini)

Come scrivere una storia?

Come nel caso delle personas, le storie che funzionano sono quelle credibili e congruenti. Conta la scelta del linguaggio, del contesto in cui facciamo agire il personaggio, il punto di vista della narrazione e così via.

Sebbene possa sembrare un’operazione semplice, la stesura di una “sceneggiatura” sotto forma di scenario è tutt’altro che una procedura immediata. Vediamo alcuni spunti, tratti da vari articoli su come costruire uno scenario convincente.

Secondo “observin user experience” è bene partire da una checklist di elementi:

Actors Chi sono i personaggi? Spesso gli scenari vengono costruiti a partire dalle personas, ma all’interno dello stesso scenario possono essere coinvolti più attori, gruppi, organizzazioni etc…
Setting Qual è il contesto? Si descrive solitamente un ambiente fisico in cui l’azione avviene. In base alla narrazione, si può aggiungere anche un’indicazione di tempo, o altri dettagli dell’ambiente se utili alla storia.
Actions Come si comportano gli attori?
Events Che effetti hanno le loro azioni? Quali sono le risposte?
Evaluation Come gli attori interpretano gli eventi? Quali valori, criteri influenzano le loro scelte? Se da una parte lo scenario è una storia che racconta l’azione per compiere un goal, bisogna tenere conto anche delle motivazioni contingenti, desideri, aspetti valoriali che influenzano il compiersi dell’azione.
Plot Come si svolge la storia? In quale sequenza? Come va a finire?

Questo è l’esempio riportato dal libro:

Doris è la responsabile di una catena di negozi. Il suo obiettivo è di tenere traccia delle performance di ogni store, attraverso un report che deve inviare al suo capo alla fine di ogni giornata.

La sequenza di azioni è questa:

  • Doris si logga nel sito del negozio
  • Copia  il totale delle vendite in ogni neozio in un foglio di calcolo
  • Calcola il totale giornaliero e settimanale
  • Compara le performance di ogni negozio con l’anno precedente

Andiamo a compilare la checklist:

Doris prepara la cena, compila il report e lo manda al suo capo.

Actors Doris, Steve il marito, i figli, Sammy il capo
Setting Casa di Doris e Steve, dal momento in cui Doris rientra dal lavoro a prima di andare a dormire
Actions Compilazione e invio del report giornaliero
Events Sammy si ritrova in posta il report giornaliero, mentre Steve, sa che aspetterà una mezz’ora sua moglie prima di guardare la tv
Evaluation Nello facciamo emergere chiaramente che Doris vorrebbe passare più tempo con la famiglia e meno a compilare report fuori orario di lavoro
Plot Cena – Compilazione report – invio report – divano + tv

Lo scenario è il seguente:

Doris rientra alle 5 del pomeriggio. Prepara la cena è si siete a tavola con Steve e i suoi bambini, prima di mettere mano al pc: per Doris la famiglia è la priorità. Alle 8 apre il suo laptop, e dopo essersi loggata sul gestionale di vendita controlla il rendimento dei negozi. Copia i valori in un foglio di calcolo e calcola le performance giornaliere e settimanali, confrontandole con quelle dell’anno precedente. Esporta il risultato in un file dal titolo “Report giornaliero” e lo invia a Sammy. Sa perfettamente che il suo capo non lo leggerà ma sa che è il file che vuole trovare ogni mattina nella posta in arrivo. Alle 8 e 20 ha finito il report, torna da Steve per guardare della tv sul divano, prima di andare a dormire.

Approfondimento: Storytelling for user experience

Parallelamente alla check list, un buon modo per capire come sviluppare una storia è riferirsi alla classiche strutture narrative dei generi letterari. Il “raccontare storie” è un’operazione che si perde nella notte dei tempi. dai graffiti preistorici, ai geroglifici degli egizi, alle rappresentazioni iconografiche nelle chiese, da sempre l’uomo ha sentito la necessità di raccontare il proprio vissuto, sia per tramandare la propria esperienza che per chiarificarla e farne gli altri partecipi. Per questo motivo, uscendo dal contesto specifico degli scenari, e ampliando il discorso allo storytelling in generale, il materiale su cui basarsi per scrivere storie è davvero ricco di teorie, studi, da utilizzare come materiale di partenza.

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La piramide di Freytag: articola la storia in 5 fasi: Esposizione al problema, inizio dell’azione, crescita dell’azione e del problema, l’azione si porta alla risoluzione, risoluzione. FONTE

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Hero’s Journey o monomyth: l’eroe lascia la propria quotidianità per intraprendere un viaggio che lo porterà ad uno stato problema profondo, dal quale ne uscirà rinato e cambiato, per poi fare ritorno a casa.

Semplificando questi due schemi potremmo ridurre a 4 fasi:

  • presentazione del personaggio,
  • situazione di conflitto,
  • trauma,
  • risoluzione.

Pattern narrativi e check list devono essere uno strumento di partenza, non necessariamente una gabbia. Gli scenari hanno lo scopo di creare una rappresentazione condivisa, che dia corpo nella mente degli stakeholder di situazioni verosimili, nelle quali l’utente riesce o non riesce a perseguire un obiettivo. Il modo in cui vengono raccontate deve essere funzionale al contesto: da una parte non devono peccare di sintesi estrema (non sono un elenco cronologico di azioni!), dall’altra non sono un bestseller! Benchè una storia efficace possa ingaggiare chi la ascolta, dobbiamo sempre tener conto del fatto che gli scenari sono e devono rimanere uno strumento operativo… non promozionale.

Approfondimento: http://www.sparkol.com/engage/8-classic-storytelling-techniques-for-engaging-presentations/

 

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