Ux: definizione e struttura

“La UX è un approccio che investe un insieme di discipline applicate e valuta come le persone si rapportano a un sistema. Si focalizza su come ognuno di noi reagisce all’utilizzo di un meccanismo fisico o di un sistema digitale affrontando aspetti pratici, ergonomici, tecnologici, ma anche cognitivi, psicologici, antropologici e sociali.
— Comunicare la User Experience

La User Experience è una grande scatola di altre discipline, che variano e si aggiornano nel tempo.

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Pionieri della materia furono Nielsen e Normann che alla fine degli anni ’80 avviarono una vera e propria rivoluzione introducendo il concetto di “Usabilità”. L’usabilità è la scienza che studia, in maniera misurabile, l’efficacia di un’interfaccia (UI), sia essa digitale o meno.  Benchè il termine “usabilità” oggi appaia desueto, è parte fondamentale nel processo di Ux Desing.

La differenza di approccio sta nel mettere il focus sul utente, e non solo sull’interfaccia, tenendo conto anche del background e del contesto in cui l’utente avvia il processo di interazione. Questo non significa la progettazione della UI sia un aspetto meno rilevante! Un tassello fondamentale per assicurare un’sperienza d’uso piacevole è assicurare all’utente un’interfaccia usabile.

Approfondimento: la letteratura "storica" 
Le 10 Euristiche di Nielsen La Caffettiera del Masochista di Donald Norman

Successivamente JJ Garrett tracciò uno schema riassuntivo della Ux “a strati” individuando le varie componenti nelle diverse fasi di realizzazione del prodotto/processo.
struttura ux(fonte: http://uxdesign.com/assets/Elements-of-User-Experience.pdf)

Lo schema tiene conto, contemporaneamente sia dell’andamento dall’astratto al concreto, ovvero, dalla formulazione dell’idea alla realizzazione del visual, sia della suddivisione tra contenuti e funzionalità.

Alla base abbiamo la definizione degli obiettivi del sito, definizione del target e di conseguenza delle necessità degli utenti (discovering).

Al secondo gradino si occupa della descrizione delle funzionalità e dei contenuti ritenuti necessari, in base a quanto analizzato nell’analisi preliminare

La terza fase riguarda l’interaction design da una parte e l’architettura dell’informazione dall’altra. Il primo si occupa di definire i pattern di interazione tra gli utenti e il sistema il secondo di raccogliere e organizzare i contenuti in maniera che il loro accesso sia semplice e intuitivo.

Quarta fase: Interface Design (HCI): design degli elementi di interafaccia sulla base delle funzionalità raccolte e sui modelli di interazione stabiliti.
Strutturazione della navigazione e come i contenuti vengono presentati (information design).

Infine abbiamo la realizzazione della parte Visual, di definizione grafica della UI

Coinvolgere gli utenti

Lo UX design che fa riferimento al UCD (user centerd design) tiene conto del contesto d’uso nella specifica dei prerequisiti, nella creazione di soluzioni progettuali e nella valutazione del design stesso.

Questo significa che gli utenti sono coinvolti prima, durante e dopo il processo.

Ma ne vale veramente la pena?

Il primo passo da compiere, tutt’altro che scontato, è cominciare a rendersi conto che il proprio modello mentale non è nè unico, nè univoco. E pertanto, se facciamo i designer, non può essere il nostro unico riferimento.
Realizzare un sistema che “per noi” è efficace non dà alcuna garanzia sulla futura efficacia nel target di riferimento: non possiamo pensare di poter progettare un buon prodotto senza coinvolgere gli utenti che lo utilizzeranno.

Quindi, che ci piaccia o no, non possiamo progettare da soli 😉

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L’altro lato della medaglia è cadere nell’illusione di poter realizzare un prodotto che soddisfi TUTTI al 100%. Diffidate delle generalizzazioni, definite degli obiettivi e soprattutto cercate di conoscere i vostri utenti e gli scenari in cui si muovono.

Diversamente il rischio è di creare la nuova versione della “Homer”.

Approfondimento:
 

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